lunedì 20 novembre 2017

CORI DI MATRI

                                  (dal web)


Quantu  è granni  lu cori di na matri
pari  a  Basilica du Vaticanu
cu tanti  nicchie e altari
a  ogni figghiu  c’è nu  postu  riservatu
u  so  cori  è  commu  na  cassaforti
tutti  i segreti teni  ammucciati
chi i so figghi ci  hannu cunfidatu
Na  matri è commu  u mantu  da  Maronna
Chi    teni  cunfurtati
ci  ponnu addummannari  a vita
idda  cià  dduna
li gioi di li figghi  su li so gioi
li duluri su li so duluri
e se  si  putissi  tagghiarisi  nu  frazzu
pi’  fariccìlli  passari,
su tagghiassi  senza pinsari
A na matri   tuttu si po  dummannari
picchì d’ogni guaiu  ciavi  a suluzioni.
quannu  idda sta cu i  so  f igghi
riri  e  canta pa cuntintizza
ma quannu  nun li viri è un gran duluri
I figghi  su pezzi  da so carni
e se si staccunu lu strappu
è laceranti e sanguinanti
e a suffirenza  è  forti  assai…..
L’anima di na matri  s’attacca ai  figghi
e  mai si  stacca mancu cu la morti
pirchì  anchi di   dassupra  li tieni  survigliati
e  se hannu  bisognu  è subitu ‘primirata
pi  falli  sentiri  rincurati
e a so presenza  dilicata è
commu un filu di ventu
in mezzu a li capiddi
chi  ci  fa  carizzi  menzu a frunti janca
lu cori  di na matri è  ranni assai
che nessun metru lu po misurari
ed è accussì particolari che  si cunfunni
ca biddizza   du  Creatu!
                                                                                    
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        (Cettina G.)                                                                                                                                                                                   
 

martedì 14 novembre 2017

BENE MISTICO

vibrazioni arrotondate
d'intimo mistero
l'avvolgono sfumature
sbiadite d'infinito
simulando involute
sensazioni cristalline
d'irreale ambiguità
nell'articolare battito
appagante di felicità

(Cetty)

giovedì 26 ottobre 2017

LIBERTA'



in quel librarsi d'ali
si rompono catene d'odio
liberando moti suggestivi
d'animosità speculare
rasentanti aridità inconsuete
di fragile vissuto
si sveste l'ottusità recondita
ed assurge a nuovi strati
eterei ed evanescenti
calamitandosi in nuove dimensioni.

(Cetty)

giovedì 12 ottobre 2017

UOMO


periferico astronauta
disperso nell'etere del tempo
inconsapevole testimone muto
ripercorri luoghi
di memoria indefiniti
sottoscrivendo tracce
di un'umanità perduta
nella proiezione di sé
attraverso meandri cerebrali
contaminate dall'opacità
di un male mistico
rubato ad interpretazioni
visionarie e feticistiche
strette nel filo
vischioso d'una invisibile
ragnatela delirante
d'onnipotenza vuota

                     (Cetty)     

mercoledì 21 giugno 2017

BLOG IN PAUSA



                                                 ARRIVEDERCI A SETTEMBRE

                                                          BUONE VACANZE

domenica 7 maggio 2017

TOCCO





Accarezza l’anima
in parafrasi d’incognito
sussurro sofisticato
tocco d’ammaliante chitarra
corde di spasimo avvolgente
desio speculare d’invitante danza
per un cuore pulsante
nutrito nel nettare emotivo
di notturno fascio lunare
simbiotico ed ammaliante
in un ritmo lento e carezzevole


(CETTY)

martedì 18 aprile 2017

EVANESCENTE



Anelito inconsapevole
sfumato d’ombra

oltre l'orgoglio del tempo

animosità intempestiva

nell’anniversario sublimato

di felice incantesimo

sfila il bandolo sconosciuto

ad aprire lussi retorici

nella follia del nulla

tutto incartato in patina brillante

accecante sfavillio

di rinascita parafrasata

bionda immagine

che rivive dentro lo specchio

in contorni ovattati e sfumati

pronta a svanire

per perdersi nell’inquietudine

 (Cetty)

mercoledì 12 aprile 2017

BUONA PASQUA


Si schiudono i cuori
è Pasqua del Signore
squillano le campane
 liberate dalle corde del peccato
per l’Agnello resuscitato
il cui sangue la terra ha mondato
sorridono  gemme sugli steli
inondano rondini i cieli
l’azzurro manto 
 ha sostituito il nero velo
cirri di porpora
 ricamano i monti
fontane d’acqua
 lavano i prati
l’umano respira il divino
si nutrono i cuori
nel serpeggiare degli argentei ulivi
sulle scalinate dei campanili  
 svettanti al cielo
regno di gloria e di perdono
inneggiano le menti 
s’aprono i sensi
risorge un nuovo mondo
frutto di pace e fratellanza
nel girotondo dei popoli.
 (Cettina G.)