Riserva naturale speciale Lago di Pergusa
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Il *lago di Pergusa* è l'unico lago naturale ormai presente in Sicilia, e si trova a pochi chilometri da Enna
È di modeste dimensioni ma di grande importanza geologica, faunistica e culturale e per questo vi è stata istituita la prima Riserva Naturale
Speciale della Regione Siciliana mentre l'Unione
Europea ha promosso il lago a Sito_di_interesse_comunitario
Il lago di Pergusa, conosciuto fin dalla remota antichità, è posto tra un gruppo di alture appartenenti ai monti Erei , che cingono
quasi interamente la conca di forma sub-ellittica che accoglie l’invaso.
Il Lago si trova nel territorio del paese di Pergusa,
frazione di Enna e posto a pochi chilometri dal capoluogo.
Il bacino risulta essere di modeste dimensioni ma ha una grande
importanza geologica, faunistica e culturale e per questo vi è stata
istituita la prima Riserva Naturale Speciale della Regione Siciliana, ed inoltre è stata individuata come Zona di Protezione Speciale (ZPS).
Il lago è di origine tettonica e ha acque salmastre, nonostante si trovi al centro dell'isola. Il fatto è dovuto soprattutto alla mancanza di emissari e l'acqua che nei millenni ha riempito il bacino lacustre, ne è uscita solamente per evaporazione lasciandovi i sali che nel tempo si erano disciolti dal terreno.
Il lago di Pergusa è endoreico e non possedendo
emissari o immissari, si alimenta ancora oggi di acque piovane e di falda. Le sue acque si raccolgono al centro di una conca lacustre che un tempo doveva essere ben più ampia.
Verso la fine del XX secolo sia per il clima sempre
più torrido che per la pressione antropica (soprattutto i pozzi aperti nella zona), le sue condizioni erano peggiorate a tal punto da determinare l'abbassamento del livello delle acque e il parziale
interramento.
Provvedimenti recenti stanno ottenendo una certa ripresa. Oggi il lago è particolarmente vivo, con un'estensione di 1,8 km² (contro i 1,2 di prima del 2000), una profondità media di 3,50 m. e massima
di 12 m.
Mitologia
Il lago di Pergusa rappresenta un ambiente di notevole interesse
naturalistico che ha stimolato, fin dalle epoche più remote, la fantasia di scrittori d’ogni tempo: da Claudiano, Ovidio, Cicerone, Livio e Diodoro Siculo al poeta inglese John Milton e molti altri. Nel mondo classico fu celebrato da alcuni di loro “Il ratto di Persefone" (Proserpina per i romani), uno degli episodi
mitologici più affascinanti, che a Pergusa si sarebbe svolto nella notte dei tempi. La leggenda narra di Persefone , figlia di
Demetra , che, mentre raccoglieva fiori nei pressi del Lago, fu rapita dal dio degli Inferi, Ade e fatta sua sposa. Demetra la cercò in lungo e largo per nove giorni; la dea della Fertilità trascurò così il suo dovere e le messi cominciarono a venir meno. Il decimo giorno, Zeus preoccupato per la carestia cui poteva essere soggetto il genere umano, fece svelare a Demetra il luogo dove l’amata figlia era stata violentemente trascinata. In seguito alle disperate suppliche della madre, il padre degli dei acconsentì che madre e figlia potessero vivere insieme, ma solo per un periodo dell’anno (secondo il mito omerico, Persefone ritornava sulla terra, al fianco della madre, per sei mesi l’anno, mentre per i restanti sei tornava nell’Ade assieme al marito; il mito orfico, invece, ci racconta di quattro mesi trascorsi nel regno dei morti e di otto nel regno dei vivi). Demetra accettò la decisione, ma anche lei emanò una sentenza: quando il suo sguardo fosse stato lontano dall’amata figlia, il sorriso avesse abbandonato le sue labbra e la tristezza riempito il suo cuore, allora la stessa sorte sarebbe toccata alla terra, dando così origine all’autunno ed all’inverno; col ritorno di Persefone , invece, anche la terra avrebbe esultato della sua presenza, la vegetazione e la fertilità sarebbero riapparsi, sarebbero sbocciati così i fiori, gli uccelli sarebbero tornati ai loro nidi, gli alberi avrebbero dato i loro frutti e gli uomini avrebbero giovato di tale ricchezza, dando origine, in tal modo, alla primavera ed all’estate.
Lungo la costa del lago si sviluppa l'Autodromo di Pergusa
un autodromo molto importante lungo circa 5
km. Costruito nel 1951 è stato scenario di prestigiosi
eventi internazionali tra cui la Formula 1 il
Campionato mondiale Superbike e la
Targa Florio , cui hanno preso parte molti
leggendari nomi del motorsport internazionale.
Fauna
![]() |
Airone Maggiore |
sosta per migliaia di uccelli acquatici. Nei mesi primaverili si possono ammirare garzette e aironi cenerini, nitticori e mignattai
. Nel periodo invernale arrivano a svernare grossi gruppi di Anatidi tra cui l'alzavola , il mestolone e il fischione , nonché altri uccelli acquatici quali il moriglione e la folaga Nelle zone fangose limitrofe alla riva si trovano spesso il chiurlo maggiore ,il totano moro, la pettegola, la pavoncella e il beccaccino
. Vi si trovano anche specie rare come il falco di palude e la moretta tabaccata ed è area di nidificazione della coturnice
sicula . Oltre agli uccelli vi si trovano anche mammiferi (Istrice e Donnole e tartarughe palustri)e anfibi (Bufo bufo e gli endemici Bufo siculus e Discoglossus
Sensazionali avvistamenti recenti hanno confermato la presenza rarissima a Pergusa di esemplari in via d'estinzione in Italia come l'airone rosso , nell'ambito delle attività di birdwatching che hanno in questa riserva una delle oasi privilegiate a livello nazionale.
Lo specchio lacustre è, inoltre, luogo di interessanti endemismi
della microflora e della microfauna. Periodicamente il lago, per una sinergia tra alcuni degli organismi microscopici che in esso vivono, fa registrare un fenomeno unico al mondo: le sue acque si
tingono di rosso sangue conferendo al paesaggio un aspetto di grande particolarità. Il protagonista è un copepode, (Arctodiaptomus salinus) un piccolo “gambero” che, per difendersi dai raggi del sole estivo, si tinge di un pigmento
rosso e si insedia in foltissime colonie sotto le piante acquatiche. Il pigmento si trasferisce poi all’acqua ai batteri che in essa vivono sino a trasformare lo specchio del lago in una sorta
di vinaccia color mosto. Nel 2008 il lago è stato protagonista di una moria di pesci, in particolare la carpa, centinaia di pesci sono rimasti arenati sulle rive del lago. I risultati sugli esami compiuti dall'istituto Zooprofilattico di Palermo sulle carpe morte al lago di Pergusa parlano di lesioni interne causate dalle biotossine di un'alga.
Tale fenomeno, probabilmente manifestatosi in altri momenti nella storia del lago, non è altro che uno squilibrio delle condizioni ecologiche del lago stesso a dimostrazione della grande fragilità dell'ambiente.